Racconto semiserio di un moderno Carnevale

DSC_0081“Fa freddo fuori.
L’inverno a Brescia è freddo ed oggi è l’otto febbraio del 1910.
La città è quasi deserta, sono oramai le sette e mezza della sera, la luna non c’è e le poche lampade illuminano poco oltre il mio passo.
Avvolto nel tabarro, passeggio solingo e pensieroso per Corso Zanardelli e, dopo una rapida occhiata alla zampillante “Fontana del gambero” del Donegani e l’insegna, enigmatica ai miei occhi, del negozio “Fotografia Capitanio”, risalgo lungo i portici di via delle Spaderie… (si, io la chiamo ancora così anche se da quest’anno è stata denominata Dieci Giornate).

Quand’ecco veder apparire da un buio vicolo del quartiere Pescherie, uno sparuto ed eterogeneo gruppetto… ma chi sono codesti?
Strani oggetti tra le mani, strani movimenti, strani parlottii tra di loro, gentiluomini in cilindro e dame che si atteggiano: ma si! Certo! Son fotografi! Ne avevo già visti alcuni qualche mese fa alla Fascia d’Oro in quel di Montichiari assieme ai pazzi delle macchine volanti; credevo di non vederne mai più, ne fotografi, ne macchine volanti, che assurdità!
Li scruto e li seguo: sono fermi davanti ad un locale certamente futuristico: inneggia ad un improbabile impero dell’ancora lontanissimo 1932: sarà una messinscena di quell’altra nuova diavoleria chiamata cinematografo, infatti mi par di vedere tra loro anche qualcuno seguace di Lumière ; del resto oggi è martedì grasso, carnevale: cose strane è normale vederne…

DSC_0117Si muovono sicuri ed entusiasti, fra le vie e le piazze del centro, si fermano davanti a portoni e palazzi, si mettono in posa; forse con in mente qualche scenografia, bussano al teatro, ma il custode non c’è; impassibili proseguono eleganti e compìti, seguiti dalle loro ombre lungo i silenti muri.

Nella tranquillità della sera, solo il metallico suono delle macchine fotografiche fa da contraltare all’eco dei passi, poi solo chiacchericcio ed indicazioni alle affascinanti dame, ancora incastonate nell’affresco della belle époque.

Click, click, click… click click click…

Nei loro occhi vedo idee, passioni non sopite, anelito di un futuro già fattosi presente. Di un presente già passato, ma che diviene memoria, impressa negli alchemici processi della macchina fotografica.
Mi fermo a riflettere ed una luce si accende nella mia mente, nei miei occhi, nel mio cuore.
Mi avvicino incuriosito e timoroso, chiedo loro chi essi siano; non mi dicono i loro nomi, dicono solo:

noi siamo Anonimi

Domani entrerò nel negozio “Fotografia Capitanio”.
Io sono Mario Sparacino, futuro fotografo.”

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Testo – Mario Sparacino

Foto e video – Emanuele Terzo

Mostre da visitare: “Irving Penn, Resonance”

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Palazzo Grassi, Venezia. -ph.e.terzo-

“Andare nella più famosa città lagunare del mondo e rendersi conto che di immortalato manca solo il tuo bel viso in primo piano è questione di veramente poco, eppure il solo pensiero di non scattare nemmeno una foto, per portarsi un pezzo di quella realtà a casa, è come trasgredire a un codice d’onore della memoria.
E allora le fai, le foto, perché alla fine ogni scatto diventa unico come il codice genetico di chi lo ha generato.
Nella mia ultima visita è ovviamente partito anche a me l’otturatore della fotocamera, ma più che per far foto, a Venezia, ci sono andato per vedere delle foto.
La mostra fotografica che ho avuto l’onore di visitare è “Irving Penn, Resonance”  che da quanto ho letto è la prima grande retrospettiva in Italia dedicata a questo grande fotografo americano scomparso nel 2009.
Ad accogliere questa importante mostra è il Palazzo Grassi, ultimo palazzo patrizio affacciato sul Canal Grande prima del crollo della Serenissima Repubblica di Venezia, che ha saputo esporre con raffinata eleganza le opere di Penn in un ambiente davvero suggestivo.
140 le fotografie raccolte, alcune di esse in diapositiva retroilluminate esposte in una fresca sala in penombra, e diverse riviste originali di Vogue degli anni 50 appartenenti ad una collezione privata.
Ho osservato con molta ammirazione queste fantastiche immagini d’altri tempi, accompagnate tra l’altro da esaustive descrizioni sui periodi di realizzazione, e un pò mi è dispiaciuto non aver trovato un buon libro sull’autore al bookshop del museo in quanto avrei avuto piacere ad approfondire molti più aspetti sul pensiero dello stesso.
Di fatto sono comunque uscito molto entusiasta dal palazzo e il consiglio alla visita non può che essere scontato.
La mostra sarà qui presente fino al 31/12/2014, e per qualsiasi altra info tipo orari e tariffe d’ingresso potete visitare il sito del Palazzo Grassi CLICCANDO QUI.”

Testo e foto di Emanuele Terzo

Fine Art, Fine Feelings – Giorgio Galli in mostra a Brescia

caffè della stampa“Fine Art, Fine Feelings” è la nuova esposizione fotografica di Giorgio Galli in mostra presso il Caffè della Stampa in Piazza della Loggia a Brescia.
Si tratta di una collezione fotografica di 19 immagini, stampate a cura di Michele Gusmeri, ed esposte lungo le sale del locale.
Le prime quattro stampe, in grande formato (90×60) accolgono i visitatori all’ingresso del Caffè, tra panorami notturni sulla città di Brescia e scorci di mare sull’isola d’Elba.
La mostra è composta da fotografie eseguite da Giorgio in vari suoi viaggi, e di cui fanno parte anche alcune foto inerenti un progetto “subway” metropolitano cui sta lavorando.
Il colore predomina la mostra, come quadri chiari e vivaci cui Giorgio ci ha ormai abituati, con interessanti prospettive ed ottime inquadrature.
Le stampe saranno qui presenti per tutto il mese di Aprile e fino al 7 Maggio 2014.

Testo e foto di Emanuele Terzo
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